1 Ottobre 2026

Quando i ghiacciai si ritiranoConseguenze per la biodiversità di impollinatori, le reti trofiche e i patogeni delle api

Andrea Ferrari(1), Giovanni Cilia(2), Matteo Conti(3), Carlo Polidori(4), Gianalberto Losapio(3)

  1. Libera Università di Bolzano, Facoltà di Scienze Agrarie, ambientali e alimentari
  2. Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) – Centro di Ricerca Agricoltura e
    Ambiente di Bologna (CREA-AA)
  3. Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Bioscienze
  4. Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali
    Riassunto
    Il ritiro dei ghiacciai rappresenta una delle manifestazioni più evidenti del cambiamento climatico globale,un fenomeno che sta trasformando profondamente gli ecosistemi alpini. Le aree recentemente “liberate” dal ghiacciaio costituiscono laboratori naturali ideali per comprendere come biodiversità, interazioni ecologiche e trasmissione di patogeni rispondano ai cambiamenti climatici. In questo testo vengono sintetizzati i risultati di tre recenti studi condotti lungo la fronte del Ghiacciaio del Mont Miné (Vallese, Svizzera), attraverso un gradiente di successione ecologica che copre oltre 140 anni di deglaciazione. Le ricerche hanno analizzato come il ritiro glaciale influenzi la diversità di piante e impollinatori, la struttura delle reti di impollinazione e la diffusione di patogeni associati alle api. I risultati mostrano che il ritiro dei ghiacciai innesca un processo a
    due fasi: inizialmente, la colonizzazione da parte delle piante aumenta la biodiversità e la complessità delle interazioni ecologiche, ma nel lungo periodo l’espansione di arbusti e foreste riduce gli habitat aperti e determina un declino della diversità di specie di piante e impollinatori. Parallelamente, le reti di impollinazione diventano progressivamente meno robuste e passano da configurazioni ricche di interazioni specializzate a strutture dominate da poche specie generaliste. L’analisi dei patogeni evidenzia inoltre una distribuzione differente tra api domestiche e api selvatiche, suggerendo che la condivisione delle risorse floreali possa influenzare le loro opportunità di trasmissione. Nel complesso, i risultati indicano che il ritiro glaciale non modifica soltanto la composizione delle comunità biologiche, ma anche le relazioni ecologiche tra livelli trofici, ovvero tra i produttori, i consumatori di primo livello e i loro parassiti, con impatti sul funzionamento degli ecosistemi alpini. Comprendere questi cambiamenti è fondamentale per sviluppare strategie di conservazione della biodiversità efficaci in un contesto di rapido riscaldamento climatico e di progressiva scomparsa dei ghiacciai alpini.