31 Dicembre 2017 - ,

Rete museale CAI

I principi ispiratori dei padri fondatori del Club Alpino Italiano furono, ancor prima della conquista, la conoscenza delle montagne.
Infatti lo Statuto del Club Alpino Italiano, all’art. 1, definisce il ruolo culturale del nostro Sodalizio, precisando che ha per “iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”.
Dagli inizi con Quintino Sella e fino ai giorni nostri l’intero territorio montuoso, dalle Alpi agli Appennini, è stato oggetto di studi e le vette, in particolare, oggetto di conquista. Molte informazioni raccolte fin dal 1863 sono state trasmesse ai nostri giovani Soci grazie anche alle ricerche effettuate negli anni e conservate, “protette” sia in archivi privati che del CAI, come dispense scientifiche, materiali alpinistici, atti di convegni, reperti storici ed altro ancora.
Da qui, l’idea di realizzare una RETE MUSEALE CAI. Se ne è parlato, riprendendo un progetto del 2013, nella riunione del Comitato Scientifico Centrale che, il 7 marzo 2015, si è tenuta presso il Museo della Società Alpinistica Tridentina – SAT a Trento.

 Il referente per il progetto è Mauro Gianni  mauroviandante@gmail.com

 

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