31 Marzo 2026

Lo spopolamento delle aree montane interne dell’Appennino – Inesorabile declino o nuove possibilità?

di Francesco Vigneri(1-2)

  1. Operatore Naturalistico e Culturale della Sezione CAI di Lecce
  2. Comitato Scientifico Interregionale Puglia-Basilicata

Il fenomeno dello spopolamento delle aree montane e interne d’Italia non è un evento recente, ma la continuazione di un processo storico che ha le sue radici nel secondo dopoguerra e nell’industrializzazione del Paese. Per inquadrare
correttamente il problema, è fondamentale partire da una chiara definizione dei termini. Le “aree interne” sono territori definiti dalla loro distanza significativa dai principali centri di offerta di servizi essenziali per la persona, come quelli legati all’istruzione, alla mobilità e all’assistenza socio-sanitaria. Questo quadro concettuale è alla base della Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI), una politica confermata e aggiornata anche per il ciclo di programmazione 2021-2027.
Parallelamente, l’identificazione dei “comuni montani” presenta delle criticità statistiche, dato che i criteri adottati da enti come l’ISTAT possono classificare grandi centri urbani con porzioni montane, come Pistoia, Genova e Messina, distorcendo così la percezione del fenomeno su scala nazionale e rendendo le analisi più complesse. La crisi demografica che colpisce l’Appennino, in particolare, ha cause più varie ed effetti più estesi rispetto ad altre aree montane.
Le migrazioni stagionali che un tempo caratterizzavano l’economia montana si sono trasformate in emigrazioni stabili a causa della crescente attrattività delle economie di pianura. Questo processo, che ha portato a una vera e propria “desertificazione demografica” in vaste aree appenniniche, ha favorito l’adozione di un termine più generico come “aree interne” per indicare quella che, di fatto, è diventata la nuova periferia territoriale d’Italia. Lo spopolamento montano nel periodo intercensuario tra il 1951 e il 1971 è eloquente, testimoniando la pressione sui capoluoghi e sui loro hinterland, a discapito dei comuni montani. Questo lavoro si propone di fornire un’analisi rigorosa e basata su dati ufficiali per delineare l’attuale situazione, identificare i fattori scatenanti e valutare l’efficacia delle risposte politiche,
con l’obiettivo finale di contribuire alla costruzione di prospettive future sostenibili.