31 Marzo 2026

L’Appennino dell’osso e l’Italia della polpa – Riabilitare le aree interne per riscoprire l’identità paesaggistica dell’Appennino,un patrimonio da proteggere e vivere come casa e comunità

di Benedetta Orsini(1-2)

  1. Operatore Naturalistico e Culturale Nazionale (ONCN) della Sezione CAI di Sulmona – Abruzzo
  2. Comitato Scientifico Regionale Abruzzo

L’Appennino, dorsale antica di montagne, paesi e sentieri che attraversa l’Italia da Nord a Sud, racconta storie di piccole comunità spesso dimenticate. Lo spopolamento delle aree interne non è solo una questione di numeri e statistiche ma un fenomeno complesso fatto di partenze silenziose, case vuote, scuole che chiudono e servizi che mancano.
Eppure c’è chi sceglie di restare, diventando custode di tradizioni, memoria e speranza.
Questo articolo vuole dare voce alle aree rurali meno conosciute dell’Appennino centrale definite “remoteness” dalla Strategia Nazionale per le Aree Interne e riflettere sul significato di parole come paese, abitare, comunità, paesaggio,oggi spesso cariche di pessimismo.
Emergono la necessità e l’opportunità, per questi territori, di reagire trasformandosi in laboratori di sperimentazione sociale ed economica, puntando sul patrimonio culturale e paesaggistico per una rinascita autentica. Abitare l’Appennino diventa così un gesto di coraggio, eguaglianza e visione di futuro.